Jobs Act, la sinistra Pd rimpiange il Cav: “Berlusconi chiedeva abolizione Art 18 con più garbo”

Fonte: Termometro Politico

By Andrea Turco

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Si stava meglio quando c’era Berlusconi. Si potrebbe riassumere con queste poche parole il pensiero di molti esponenti del Pd che considerano il Jobs Act renziano un mostro da abbattere. Secondo Pippo Civati, il premier “sta facendo quello che non sono riusciti a fare Berlusconi e Sacconi”. L’esponente dem, in un’intervista alla Stampa, ammette di essere rimasto stupito dalle parole del capo del governo sull’articolo 18. Non può dire che è “una battaglia della sinistra come se fosse una cosa diversa da lui. È un modo di parlare leggero e denigratorio”.

Il suo collega di partito Corradino Mineo arriva addirittura a dire che il Cavaliere aveva usato metodi più “garbati” di Renzi per “chiedere l’abolizione dell’articolo 18″. “A me quest’idea che l’Italia sia stata distrutta da sinistra e sindacati mentre gli imprenditori si spaccavano la schiena non mi convince” scrive su twitter il senatore Pd. In un altro tweet, Mineo rimanda quindi a un suo post su Facebook, intitolato “Elogio della lentezza” e nel quale l’esponente Democrat sottolinea: “Ora bisogna avere calma, coltivare la prudenza. La velocità e l’ansia da prestazione hanno consumato Matteo Renzi più presto di quanto non si potesse immaginare. Ieri, a Che tempo che fa, sembrava un …read more

    

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Il piano di Berlusconi: riforma del lavoro e poi grandi intese con Renzi

Fonte: Termometro Politico

By Antonio Atte

Berlusconi-Renzi

Il piano di Berlusconi: riforma del lavoro e poi grandi intese con Renzi – Silvio Berlusconi starebbe pensando a un clamoroso ritorno nel governo. Questa la strategia (svelata da Il Giornale e riportata da Libero) che il leader di Forza Italia è impegnato a tessere in questi giorni con l’aiuto dei suoi. L’obiettivo di Berlusconi è chiaro: continuare a rivestire un ruolo decisivo per l’approvazione del Jobs Act, accentuando in questo modo le sempre più evidenti divisioni tra le diverse anime del Pd. Lo scopo è dunque quello di costringere Renzi, determinato più che mai a portare a casa la riforma del lavoro, a un progressivo logoramento. Per far approvare il Jobs Act il premier ha bisogno di numeri che in questo momento non possiede: tra le fila del partito ci sono 110 franchi tiratori pronti a silurare la sua riforma. Lo spettro di una possibile scissione si agita minaccioso all’interno del Partito Democratico (lo stesso Pippo Civati la considera un’ipotesi non troppo remota) e l’eventualità di una crisi di governo diventa ogni giorno che passa sempre più concreta.

La mano tesa da Berlusconi sul lavoro risulterebbe provvidenziale per Renzi, ma avrebbe però un suo prezzo: l’ingresso del leader di FI …read more

    

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Berlusconi e Renzi: un matrimonio felice (per ora)

Fonte: Termometro Politico

By Andrea Turco

Riforma elettorale: Renzi tenta l?intesa con Berlusconi

Martedì? Mercoledì? Quando sarà il prossimo incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi? Gli analisti politici non si sbilanciano ma sono certi: l’attesa réunion tra i due leader avverrà questa settimana. Sarà il terzo appuntamento, l’ultimo prima della pausa estiva, che servirà a fissare i paletti dell’intesa sancita in quel misterioso Patto del Nazareno al cui interno, secondo i dietrologisti più accaniti, sono contenuti accordi segretissimi (grazia a Berlusconi, strada sbarrata a Prodi per il Quirinale).
L’ITALICUM – Al tavolo del terzo summit la portata principale sarà la rivisitazione dell’Italicum. I punti da rivedere sono principalmente tre: alzamento della soglia per evitare il ricorso al doppio turno, sbarramento da abbassare dal 4,5 al 3,5% per venire incontro a NCD e Lega e preferenze (con i capilista bloccati). L’intesa, spiegano i fedelissimi di premier e Cav, è ad un passo. Poi si cercherà di approvare la legge elettorale entro l’anno. E così la marcia delle riforme proseguirà senza sosta e senza ostacoli.
INSIEME PER FORZA – Berlusconi e Renzi non nascondono infatti di avere bisogno l’uno dell’altro. “E’ importante che Berlusconi stia al tavole della riforme elettorale come è stata già a quello della riforma costituzionale – ha detto ieri il premier ritornando …read more

 

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Disoccupazione in calo a Giugno, ma tra i giovani il 43,7% è senza lavoro

Source: Termometro Politico

By Ilaria Porrone

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La disoccupazione scende al 12,3% nel mese di Giugno, il tasso più basso degli ultimi 10 mesi. Resta pero’ ancora allarmante la percentuale dei giovani tra i 15 e 24 anni alla ricerca di un’occupazione: sono il 43,7%.
Secondo l‘Istat: “l’emorragia di occupazione si e’ fermata,” il tasso di disoccupazione è calato dello 0,3% rispetto a maggio, anche se è cresciuto dello 0,1 rispetto a Giugno 2013. Gli italiani senza lavoro a Giugno 2014 sono 3 milioni e 153 mila, con una diminuzione di 78 mila persone alla ricerca di un impiego.
Il dato allarmante riguarda però la disoccupazione giovanile. Gli occupati nel mese di Giugno 2014 sono stati 903 mila, in diminuzione del 3,3% rispetto al Maggio dello stesso anno e al 9,6 su base annua. Nei dodici mesi in oggetto, l’Istat ha quindi registrato un aumento del 4,3%. Tra i giovani nella fascia 15-24 anni, la percentuale dei disoccupati è dell’11,7%, con un giovane su 10 in cerca di lavoro.
Segnali positivi arrivano anche dall’Europa. La disoccupazione continua a scendere, tornando ai livelli del 2012: a Giugno 2014 si è attestata all’11,5%, con un calo dello 0,1 rispetto a Maggio dello stesso anno. Nella Ue a 28 membri il tasso …read more

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Italicum, spunta un accordo (telefonico) Renzi-Verdini per la modifica

Source: Termometro Politico

By Fabrizio Neironi

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Sono ore frenetiche per il governo Renzi: la rappresentante delle Riforme Maria Elena Boschi è impegnata a Palazzo Madama per il dibattito sul ddl del nuovo Senato, mentre il premier ha terminato il suo intervento all’Assemblea nazionale del Pd, dove ha ufficialmente aperto alla modifica dell’Italicum. Si tratta di una mano tesa ai dissidenti dem e ai grillini. Infine, ha doppiamente ringraziato i senatori del suo partito “per il contributo volto alla fine del bicameralismo perfetto”. Ma le sorprese non finiscono qui, perché, proprio in giornata, la versione italiana dell’Huffington Post ha confermato l’esistenza di un capitolo due contenuto all’interno del patto del Nazareno, che riguarderebbe soltanto la legge elettorale. Secondo quanto ha scritto Alessandro De Angelis, Renzi e Verdini – ormai ‘mano invisibile’ di Silvio Berlusconi – si sarebbero accordati su due modifiche sostanziali all’Italicum. Al telefono, i due avrebbero pensato di risolvere i dubbi del Colle concernenti il premio di maggioranza e la possibilità d’inserire le preferenze sulla scheda elettorale.
PREMIO DI MAGGIORANZA AL 40% – Una cosa è certa: al passaggio di Palazzo Madama, la nuova legge elettorale uscirà visibilmente modificata. Ad esempio, il premio di maggioranza al 37% potrebbe aumentare di tre punti, raggiungendo così quota 40%. …read more

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