Sinistra Radicale: la profezia di Corrado Guzzanti si è avverata

Fonte: Termometro Politico
Sinistra Radicale: la profezia di Corrado Guzzanti si è avverata
Sette anni fa, nei panni dell’allora leader di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti, uno straordinario Corrado Guzzanti aveva tentato di spiegare la nuova strategia della sinistra, affidandosi ad un parallelismo con il mondo animale: “Oggi i grandi animali non fanno più paura a nessuno. Di cosa abbiamo paura? Dei virus! E allora dobbiamo continuare a scinderci sempre di più, e creare migliaia di microscopici partiti comunisti che cambiano continuamente nome e forma, nome e forma”. Ed infine chiudeva dicendo: “E inoltre vorrei aggiungere, questi grandi e goffi partiti del bipolarismo finiranno divorandosi da soli, come i dinosauri, lasciando eredi della terra i piccoli roditori – le piccole formazioni della sinistra –  che finalmente potranno uscire dalle loro tane e dare inizio ad una nuova era sociale”.

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Sondaggi politici: secondo gli italiani la corruzione è più diffusa ora rispetto agli anni di Tangentopoli

Fonte: Termometro Politico
Sondaggi politici: secondo gli italiani la corruzione è più diffusa ora rispetto agli anni di Tangentopoli
Sono passati 25 anni da quel 17 febbraio del 1992, giorno in cui iniziava a Milano l’inchiesta “Mani Pulite” con l’arresto di Mario Chiesa. Come è finita lo sappiamo tutti. Tangentopoli mise fine alla Prima Repubblica e a tutti i suoi protagonisti, dalla Democrazia Cristiana ai Socialisti passando per il Partito Comunista. Nuovi partiti e nuovi personaggi calcarono da allora il proscenio politico. Ma che cosa è cambiato oggi rispetto a quegli anni? Poco o nulla, sentenzia il sondaggio condotto per Otto e Mezzo dall’Istituto Demopolis. Stando alla rilevazione infatti, il 90% degli italiani ritiene che poco sia cambiato: per il 48% la corruzione si è addirittura aggravata, per il 42% resta diffusa come prima. Appena un intervistato su 10 è convinto che il fenomeno sia oggi in Italia meno grave rispetto ai giorni di Mani Pulite. Il dato rilevato non deve stupire. Gli arresti e le indagini nei confronti dei politici sono all’ordine del giorno. L’ultima vede coinvolto il presidente dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso, indagato per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio.     sondaggi politici corruzione

Sondaggi politici: nota metodologica

L’indagine è stata condotta dal 15 al 16 febbraio 2017 dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, per il programma Otto e Mezzo su un campione stratificato di 1.000 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne.

Il premier ombra

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Matteo Renzi, il premier ombra
Un tempo si parlava di “governo ombra”, dicitura entrata nell’immaginario collettivo grazie all’idea di Walter Veltroni di creare un gabinetto alternativo al governo del Berlusconi IV (2008). Tale governo ombra – che di istituzionale aveva poco e nulla – si proponeva di agire come gruppo di pressione sull’esecutivo di centrodestra, per avanzare proposte e dialogare con questi, a partire da una posizione privilegiata. Considerando le fragili maggioranze del tempo (costante del nostro sistema politico ed elettorale), il governo ombra agiva come attore atipico attraverso la pressione esercitata sul Parlamento. A distanza di quasi una decade, gli strumenti e i fini del governo ombra vengono ripresi da una sola persona: Matteo Renzi, definibile “premier ombra”. Ma andiamo con ordine, partendo dai giochi di potere interni al Partito Democratico.

Matteo Renzi: dimissionario, con il fedelissimo Orfini Reggente

Il segretario del Partito Democratico cederà il comando al fedelissimo Orfini (presidente del partito a livello nazionale e già commissario del PD romano) e rilancia, affrettando le pratiche per Congresso e primarie. Un chiaro segnale di sfida lanciata non solo alla minoranza, ma alla stessa maggioranza, ormai frammentata in una serie di correnti e sottocorrenti. L’ultima, in ordine di tempo, è quella affermata dal Ministro della Giustizia, Orlando. Il segretario PD fa leva sull’appoggio della base. Secondo la maggior parte dei sondaggi politici più recenti, infatti, oltre quattro elettori ‘dem’ su cinque ripongono fiducia nel fiorentino. Dati che confortano il Matteo nazionale e che rinvigoriscono le sue ambizioni. Sul dato nazionale, la fiducia riposta in Renzi è seconda solo a quella del presidente Mattarella ed è il primo leader politico e di partito per distacco.

Matteo Renzi, il “premier ombra”

Dalla direzione del Partito Democratico celebrata nella giornata di San Valentino a Roma, il segretario dimissionario non detta la linea soltanto ai suoi ‘dem’. Con il discorso nella direzione PD Renzi vuole dettar legge anche nell’attuale esecutivo. E così, Renzi assicura che bisogna incalzare il Parlamento e il governo a fare alcune cose, a partire dai decreti attuativi su scuola e pensioni. Chiede che si stabilisca una commissione d’inchiesta sulle banche e che si proponga, una volta per tutte, il taglio dei vitalizi – con efficacia retroattiva -. Renzi snobba Gentiloni – il quale assicurò che il suo governo sarebbe rimasto in carica fino a quando avrebbe avuto i numeri dalla sua parte – e parla di elezioni anticipate. Considerando la difficoltà tecniche per votare a giugno (il discorso sulla responsabilità legato al G7 è stato già accantonato) Renzi indica i primi giorni d’autunno come data approssimativa per le elezioni generali (in concomitanza con le elezioni in Germania, in cui si sfideranno Angela Merkel e Martin Schulz).

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Davigo (ANM): in Italia più corruzione 25 anni fa. Ma è davvero così?

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Davigo (ANM): in Italia più corruzione 25 anni fa. Ma è davvero così?
“L’Italia è più corrotta di 25 anni fa. E’ un paese che sta morendo”. Ad affidare queste parole non proprio ottimistiche sul futuro del nostro paese non è un passante che 25 anni fa aveva vissuto il fermento di Mani Pulite. No, questa frase agghiacciante è di Pier Camillo Davigo, che di quell’esperienza fu uno dei protagonisti. Oggi Davigo – nel 1992 pubblico ministero a Milano nel pool formato da Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Gerardo D’Ambrosio e Francesco Greco – è Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e da anni porta avanti battaglie sulla legalità e sull’indipendenza della magistratura spesso in aperto contrasto con il governo (da ultimo la legge sul pensionamento dei vertici della magistratura definita norma ad Canzio). In occasione del 25° anniversario dall’arresto di Mario Chiesa che scoperchiò il vaso di Pandora del sistema corruttivo milanese (e non solo), Davigo torna a parlare in chiave presente e futura ad un forum organizzato dal Corriere della Sera. “Negli ultimi 15 anni – dice il Presidente dell’ANM – l’attività principale della politica in questo paese non è stata quella di contrastare la corruzione, ma quella di contrastare le indagini e i processi sulla corruzione attraverso una impressionante sequenza di leggi approvate”. La dichiarazione di Davigo ha un suo fondamento. Basti pensare al numero di condanne penali per reati di corruzione e concussione in Italia negli ultimi 20 anni riportato nel libro “La corruzione in Italia” di Alberto Vannucci. Dalle 1716 condanne nel 1996, la quota è crollata drasticamente a 540 nel 2001 fino alle 263 nel 2010. Difficile pensare che tutto d’un tratto, a cavallo del secolo, gli italiani abbiano perso del tutto l’istinto delinquenziale nell’intascare mazzette. cannabis, cantone, legalizzazione cannabis

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Politica estera americana: come l’Iran potrebbe mettere alle strette Trump

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Politica estera americana: come l’Iran potrebbe mettere alle strette Trump
Un nuovo fronte caldo pare essersi aperto per la neo insediata amministrazione #Trump. Dopo il disgelo iniziato con l’esecutivo guidato da #Obama,  l’#Iran, tradizionale culla dell’Islam sciita, torna a rappresentare una sfida aperta per gli Stati Uniti. Il 29 gennaio scorso, il paese della guida suprema Ayatollah Khomeini aveva testato con successo un missile balistico a medio raggio, proiettandolo nei cieli del paese per una distanza di almeno 600 chilometri. L’Iran non è certo nuovo a esercitazioni che hanno per oggetto armamenti all’avanguardia. Tuttavia, va da sé che l’importanza di un test di successo per un simile vettore risiede proprio nella sua capacità di coprire un ampia porzione regionale e sicuramente, nelle ambizioni di Teheran, di porre una minaccia che si estende per l’intero Golfo Persico, senza escludere #Turchia e soprattutto #Israele.

Politica estera americana: come l’Iran potrebbe mettere alle strette Trump

Tradizionalmente considerato al vertice della classifica dei rogue state, stati canaglia, l’Iran pareva avviato, con la ratifica degli accordi siglati nell’estate 2015 tra il paese medio-orientale e il gruppo cosiddetto “P5+1” (i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU e la Germania) ad imboccare la via del disgelo più o meno moderato con gli Stati Uniti. L’accordo, che verteva sull’impedire all’Iran di arrivare alla produzione di materiale nucleare sufficiente per la produzione di testate atomiche nell’arco di dieci anni da parte americana, fu giudicato dapprima un mirabile risultato da buona parte della comunità internazionale e successivamente aspramente criticato dalla fronda Repubblicana del Congresso così come dal vicino più direttamente avverso alla questione, Israele. Tale accordo fu anzi uno dei punti cardine di frizione tra Benjamin Netanyahu e Barack Obama. Leggi tutto "Politica estera americana: come l’Iran potrebbe mettere alle strette Trump"