Facebook: la medaglia e il suo rovescio


Le tecnologie messe in campo con l’avvento del cosiddetto web 2.0, ne siamo consapevoli ormai tutti, hanno per tanti versi contribuito a rivoluzionare la Rete, mutando in maniera incontrovertibile il rapporto tra virtuale e reale. Un nuovo protagonismo è sempre più emergente: gli utenti, fino a pochi anni or sono fruitori passivi di contenuti, ora ne sono diventati creatori e divulgatori, rendendo possibile l’innescarsi di un meccanismo virtuoso di socializzazione capace di travalicare qualsiasi frontiera geografica e/o ideologica. Facebook è uno dei fenomeni, se non addirittura un prodigio per la sua “irresistibile” ascesa, che ha fatto seguito allo stravolgimento del rapporto Rete-Utenti messo in moto dal web 2.0.


Sono in tanti, sul web e non, a parlare oggigiorno di facebook-mania. In Italia, in particolare, la crescita esponenziale di iscritti in poco più di un anno (in gennaio 2008 se ne contavano centomila, oggi si è a quota 6 milioni), il termine è decisamente azzeccato. Nemmeno MySpace, il concorrente di punta di Facebook tra i siti di social networking, si era mai in qualche misura imposto così prepotentemente tra gli utenti web. Ma qual’è (se c’è) il segreto del successo di Facebook, che conta oggi poco meno di 180 milioni di iscritti? Tanto per cominciare, Facebook è quello che per tanti aspetti meglio impersona i caratteri di un social network e nel contempo materializza l’idea comune di Internet come una ragnatela che attraversa in lungo ed in largo l’intero pianeta: una fitta rete di “amici” che condividono idee ed interessi comuni, ed ognuno di detti amici costituisce un “nodo” di interconnessione tra amici ed … amici degli amici. Giochi di parole a parte, Facebook ha dimostrato una straordinaria ingegnosità nel mettere in comunicazione anche complesse articolazioni di gruppi di amici “semplicemente” linkando la pagina personale di ciascun componente alle pagine personali dei rispettivi amici. La più recente interfaccia, oltretutto, è stata ulteriormente modificata per offrire il massimo sia in fatto di immediatezza che di interattività. La principale “invenzione” è la possibilità di avere in tempo reale gli aggiornamenti della propria home e del proprio profilo; basterà inserire una foto, un video, una frase e quant’altro ed i propri amici ne entreranno in condivisione istantaneamente.

Ebbene, è proprio questa “immediatezza” che può costituire per molti aspetti una trappola per i “novizi” del web e di social networking. Quanti hanno letto per intero ed attentamente le condizioni d’uso e le clausole sulla privacy linkate sulla home page di Facebook? Eccolo qui il rovescio della medaglia. Se ne parlerà più approfonditamente in altri articoli, ma basterà poco, per quello che si citerà qui, per farsi un’idea del perché, pur avendo registrato un successo travolgente, Facebook non è meno chiacchierato di altri siti di social networking quanto a garanzie sulla privacy. Ecco alcuni passaggi:

La scelta di pubblicare contenuti sul sito Web (secondo le modalità descritte nelle Condizioni d’uso) è a tuo rischio. Nonostante tu abbia la possibilità di impostare delle opzioni sulla privacy per limitare l’accesso alle tue pagine, nessuna misura di sicurezza è perfetta e impenetrabile. Non possiamo controllare le azioni degli utenti con cui hai deciso di condividere le tue pagine e le tue informazioni. Di conseguenza, non possiamo garantire che i contenuti pubblicati sul sito non vengano visualizzati da persone non autorizzate. Facebook non può essere ritenuto responsabile di eventuali elusioni delle misure di sicurezza del sito Web o delle impostazioni sulla privacy. L’utente comprende e accetta che, anche dopo la rimozione dei contenuti dal sito, questi potrebbero rimanere visibili nella cache o nelle pagine archiviate o se altri utenti hanno salvato o copiato tali contenuti.

Attenzione, dunque, a ciò che andiamo a “condividere” con i nostri amici.

Ecco un altro passaggio, da “Grande Fratello”:

Facebook può anche raccogliere informazioni su di te da altre fonti, come giornali, blog, servizi di messaggistica istantanea e altri utenti su Facebook attraverso le funzionalità del servizio (ad esempio i tag delle foto) per offrirti informazioni più utili e un’esperienza personalizzata.

Poi, più avanti, in altra sezione:

Alcune delle pubblicità che compaiono su Facebook sono pubblicate (o “fornite”) direttamente da inserzionisti terzi. In questi casi, tali inserzionisti possono risalire al tuo indirizzo IP. Tali inserzionisti possono inoltre scaricare cookie sul tuo computer, oppure utilizzare altre tecnologie, come JavaScript o i cosiddetti “web beacon” (noti anche come “1×1 gif”), per controllare l’efficienza delle loro inserzioni e per personalizzarne il contenuto. Gli inserzionisti possono quindi riconoscere il tuo computer ogni volta che ti viene inviata una pubblicità, in modo da misurarne l’efficienza e personalizzarne il contenuto. Così facendo, possono registrare informazioni quali le pagine in cui gli utenti hanno visualizzato le inserzioni e quali di queste ultime sono state aperte. Facebook non ha accesso a questo tipo di informazioni e non può controllare i cookie scaricati da questi inserzionisti. Tali inserzionisti non hanno comunque accesso alle informazioni di contatto memorizzate su Facebook, a meno che non sia tu a decidere di condividerle con loro.

Questo passaggio si commenta da solo. Attenzione dunque, apriamo bene gli occhi, tutti, anche quelli che ci reputiamo già “navigati” nell’uso della Rete.

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Un Commento a “Facebook: la medaglia e il suo rovescio”

  • Andrea:

    Forse è il caso di segnalare che Facebook ha in parte modificato le clausole contrattuali sotto la spinta delle proteste di molti utenti.
    In ogni caso è possibile aderire ad un gruppo che ha per slogan DIFENDIAMO LA NOSTRA PRIVACY all’indirizzo web http://snipurl.com/axzd1
    Il link porta ad una pagina dello stesso portale facebook.

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