Ma io da che parte sto?

 

Sono tanti, inquietanti ed offensivi della nostra “intelligenza”, gli interrogativi senza risposta cui è sottoposta la nostra coscienza civile, morale, politica, da un po’ di tempo a questa parte. Gli avvenimenti  dell’ultimo mese (il caso Noemi Letizia, il caso Mills) che hanno messo a nudo l’ambigua personalità del Primo Ministro della Repubblica Italiana, caparbiamente reticente non solo su fatti pseudo-privati ma anche su circostanze di chiara evidenza pubblica, non sono serviti a scuotere dal “torpore” nemmeno la più alta Carica dello Stato. E nemmeno la sfrontata aggressione contro la Magistratura, il provocatorio atto di  vilipendio della democrazia di cui il Parlamento è espressione, la boria con cui si annunciano riforme dello Stato anche facendo tranquillamente a meno dell’opposizione, sono serviti a smuovere più di tanto il Presidente della Repubblica. A nulla è servito il pungolo di cui si è reso promotore Beppe Grillo nel suo blog, a nulla le migliaia di voci provenienti dalla Rete. E il PD, il partito “di maggioranza” dello schieramento di opposizione, cosa sta facendo di concreto, che non sia un timido invito a “chiarire i fatti”, lasciando da solo Di Pietro nella sue donchisciottesche battaglie per contrastare i rocamboleschi scandali di cui fa bella mostra il Primo Ministro?


Un mio amico (che ha “vissuto” come me gli anni più caldi dei movimenti studenteschi), dice, prendendo a prestito un’espressione comune, che “la nostra democrazia è ormai alla frutta”. Io penso, ma spero con tutto il cuore di sbagliarmi, che “alla frutta” è la nostra (di tutti) percezione di cosa realmente è “bene” e cosa non lo è, di cosa è realmente “onesto” e cosa non lo è, di cosa è realmente “giusto” per una società civile e cosa invece non lo è. E se quella percezione non si è del tutto spenta o sopita, manca la forza di rigenerarla e farla valere.

La nostra debolezza è la forza di chi, senza scrupoli, ha imparato a pescare nel torbido riuscendo perfino ad inculcare nella massa la convinzione che quella è l’unica vera chiave del successo. Eppure tutti, comunque, ci sentiamo disorientati , sgomenti e rassegnati al peggio, e per di più “non rappresentati” da nessuno che si faccia carico del nostro disagio, abbandonati al nostro destino.

Io non so più da che parte sto. Provo orrore per chi offende la mia dignità nella stessa misura in cui provo ripugnanza per i troppi silenzi, ingiustificati, di chi ha il potere-dovere di salvaguardare l’onorabilità dei cittadini, “sovrani” fino a prova contraria.

Condividi su:
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Digg
  • del.icio.us
  • BlinkList
  • blogmarks
  • Blogosphere News
  • LinkaGoGo
  • Live
  • MSN Reporter
  • Reddit
  • Segnalo
  • Simpy
  • Socialogs
  • StumbleUpon
  • Wikio IT
  • Yahoo! Bookmarks

3 Commenti a “Ma io da che parte sto?”

  • Rubèn Palermo:

    Caro Piero, primamente ti chiedo scuse per la mia redazione italo argentina e, per cominciare, mi viene di dire: DON’T CRY FOR ME, ITALIA.
    Sebbene gli autoritari fanno piangere un Paese il Paese no piangerà per loro dopo scomparsi.

    L’angoscia, l’oppressione ed i malessere popolare può affrontarsi con inutili lamenti accompagnati di atteggiamenti passivi, contemplativi e spesso melodrammatici o, per via della partecipazione attiva e compromessa dei cittadini lottando con gli strumenti democratici con la finalità di cambiare lo stato quo.

    Sarà sufficiente che i governanti autoritari mettano a prova alla popolazione per vedere come tutta la struttura sociale li cadrà addosso con la furia di un lampo. Sono sicuro che questo accadrà in Italia e non sarà l’eccezione perché l’Italia ha una bella e ricca storia riguardanti alle rivendicazioni popolari.
    Per fortuna nei ultimi 30 anni abbiamo vissuto in America Latina varie rivolte popolari che hanno fatto crollare a vari governi autoritari, quelli appartenenti alle sanguinose dittature militari anche ad alcuni governi eletti tramite il voto popolare ma che pronto hanno fatto vedere il loro lato più oscuro.

    Ci sono periodi nei quali i cittadini non agiscono, non si compromettono, non partecipano; le loro volontà e capacità di reazione furono decimate dal potere tramite propaganda bugiarda e tendenziosa ispirata forse ( o senza forse ) nel macabro cervello di alcuni emuli di Goebbels. Ecco il ruolo indecente che giocano anche alcuni mezzi di comunicazione e giornalisti appartenenti o pagati dal regime in congiunto con nefaste operazioni che svolgono i gruppi d’intelligenza curatamene organizzati dal potere autoritario. Questi soggetti, benchè non si li veda, sono pienamente attivi e hanno il compito di “contribuire” a distorcere la realtà alienando temporaneamente al popolo e togliendoli ogni voglia di partecipazione ; dico temporaneamente perché l’esplosione sociale, prima o poi, accadrà.

    Certamente che per coinvolgere le volontà dei cittadini ci vuole un’opposizione in grado di motivare alle persone con proposte concrete e capibili; sappiamo che il linguaggio dei grandi statisti popolari di tutti i tempi sempre è stato il più chiaro e semplice. Uno statista, prima sa quanto costa un etto di mortadella e poi si mette a elucubrare idee magiche nei gruppi dei G-8, G-20 e così via.

    La differenza che vedo tra il ventaglio oppositore è che ci sono discorsi di alcuni partiti politici dove non è difficile rendersi conto che vogliono arrivare al potere per continuar servendosi del sistema mentre che la premessa di una programma rivoluzionario dovrebbe essere quella di arrivare al potere ma per cambiare il sistema. Nei miei sei anni in Italia mai ho potuto digerire quel appellativo di “centro-sinistra”, o si sta nel centro moderato o si è di sinistra, altrimenti è come avere un piede sulla terra e l’altro su un sapone.

    Quando il gruppo governante non rispetta gli aspetti più basilari della democrazia quali la piena indipendenza dei poteri; quando un governo non soccorre lì dove gli aspetti economici diventano quasi drammatici in un mondo capitalista; quando il gruppo governante non ha la sensibilità necessaria per i principi riguardanti alla giustizia sociale; quando non ha trasparenza nella gestione pubblica (leggasi truffe negoziati, malversazione di fondi pubblici, ecc), insomma, quando tutto ciò sta accadendo già i cittadini hanno seminato il germe che produrrà un forte cambiamento di strutture politico sociale che ad alcuni li da fastidio denominare rivoluzione. Insomma, saranno le stesse goffaggini del “Papi” a produrre il cambiamento. Caro Piero, i fichi non cadono quando sono maturi senno quando sono marci. Pazienza…tutto arriva.

    È patetico e vergognoso vedere la strategia del “Papi autoritario” vantandosi dei suoi supposti successi e caricando di colpe ai cittadini per le cose che non vanno bene a causa di tutti gli errori commessi da Lui e dal suo regime. Il “Papi” sin dall’inizio, scommette con due “magiche carte”: atteggiamenti manichei e vittimizzante ma, per fortuna, già saranno pochi a piangere per Lui.

    Ti invio un abbraccio !

  • Ciao, Ruben. Ti leggo sempre volentieri; confrontarmi con te, “testimone” di un’Argentina capace di risorgere dalle proprie ceneri per la grande tenacia e fierezza delle sue popolazioni, mi gratifica più di cento altri commenti. Il blog è “giovane”, come puoi vedere, e senza la pretesa di “rivaleggiare” con gli innumerevoli blogs in Rete, molti dei quali di meritato successo, come quelli, in Italia, di Grillo e Travaglio, solo per fare qualche esempio. Ma la libertà di “dire la propria”, senza condizionamenti di sorta, è una tentazione cui difficilmente si riesce a sottrarsi, specie se animati da “ideali” difficili da mandare in pensione. Mi rincuora il tuo ottimismo quanto dici

    Sono sicuro che questo accadrà in Italia e non sarà l’eccezione perché l’Italia ha una bella e ricca storia riguardanti alle rivendicazioni popolari.

    Un scatto di orgoglio è proprio quello che serve oggi in Italia per scongiurare lo spettro dell’autoritarismo (se non proprio un funesto ritorno a qualcosa che somigli al fascimo). Non c’è che da sperare che tutti noi italiani, i politici in primo luogo, ritroviamo il senso della ragione.
    Un abbraccio.

  • Rubèn Palermo:

    Tutti i cittadini dovrebbero essere militanti ma, perché non lo sono ?

    Punto 1: assumere che viviamo in una democrazia e in questo sistema devono partecipare tutti, tutti sono “invitati” a farlo perché la Costituzione e molto chiara sin dall’inizio; “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”…svegliamoci !

    Punto 2: Certamente nel trascorso di questi giorni i cittadini si trovano scoraggiati, miscredenti, senza volontà di partecipare, con le braccia cadute, stanchi, stressati, nervosi, di cattivo umore; insomma, senza poter vedere il futuro. Mi domando: questo è prodotto di essere nati imbecilli ?; è prodotto di essere così ignoranti che non riusciamo a capire nulla di nulla ?; è prodotto di che siamo una società masochista e ci piace ( e ci fa comodo) cadere in buchi depressivi e rimanere li sommando un nuovo lamento ogni minuto che trascorre ?.

    STOP ! , niente di questo accade per i motivi citati, piuttosto accade perché il sistema del regime spiegò in maniera premeditata, organizzata e sistematica un macabro piano di disinformazione e confusione con la finalità di eliminare ad ogni cittadino sospettato di non essere di accordo con le idei del regime.

    Ragazzi, “il Videla” ride di tutti noi…vogliamo questo ?; vogliamo vedere “il Videla” felice e noi ci ritiriamo a casa ad inventare un nuovo lamento o evaderci guardando le bellezze di Grande Fratello ? appunto, questo è quello che vuole “il Videla”.

    Sapete che cosa sono stati i “Cacerolazos” ? ( i Pentoloni ). La terribile situazione per la quale sta attraversando la società italiana è ampliamente favorevole per cominciare ad attivare Pentoloni in tutte le piazze. Per la esperienza che abbiamo avuto in Argentina, in una nottata le azioni cominciarono in Plaza de Mayo ma a poche ore si generarono migliaia e migliaia di Cacerolazos in tutte (tutte) le piazze del Paese. Fu insostenibile per il governo e si vide obbligato a dimettersi.

    Vinceremo !…andiamo avanti !

Lascia un Commento

Categorie
Archivi
maggio: 2009
L M M G V S D
« apr   giu »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
Informazione Libera
Quelli che aspettano …