Quelle risposte che attendiamo in tanti
Non siamo più in campagna elettorale (il PD, peraltro, continua a “buscarle” senza pietà e senza sconti per nessuno, quali che siano le strategie di approccio con l’elettorato); i giornali non hanno bisogno di mettere altra carne al fuoco (ce n’è già abbastanza da saziare anche i più “affamati” di gossip e quant’altro ricada nella sfera del pettegolezzo); al “Torquemada” d’Italia (La Repubblica) fa ora compagnia un nuovo inquisitore, il Corriere della Sera. E’ questo quotidiano milanese, in questi giorni, a far arrabbiare il nostro Primo Ministro per quanto riferisce circa le intercettazioni di alcuni imprenditori coinvolti in un’inchiesta della procura di Bari su appalti nel settore sanità concessi in cambio di mazzette. In queste intercettazioni si parlerebbe di soldi versati a ragazze per partecipare a feste nelle abitazioni romane e sarde di Silvio Berlusconi. Un racconto, questo, confermato al quotidiano milanese da Patrizia D’Addario, candidata alle Comunali di Bari con una lista collegata al Pdl, “Ho le prove di quello che dico” (vedi articoli su Repubblica e Corriere della Sera).
Un nuovo terremoto mediatico? Il premier continua a lamentare di essere vittima di un “chiaro progetto eversivo messo in atto da un gruppo editoriale schierato a sinistra e con la connivenza della sinistra”. Un colpo di stato, dunque?
Signor Presidente, chi scrive è un comune cittadino (blogger per caso, per “diletto”, e senza particolari ambizioni nel raccogliere commenti e plausi per ciò che pensa e si concede la libertà di dire ad alta voce); un comune cittadino che prova oggi disgusto per la politica (quella con la p minuscola), ma mai, in nessun caso, è disposto a rinunciare al “piacere dell’onestà” (per dirla con Pirandello), al bisogno di verità e, soprattutto, di certezze: certezze per noi “grandi”, ma anche e soprattutto per i nostri figli, per tutti i giovani che si affacciano alla “vita adulta”, al mondo del lavoro.
Nessuno ormai è così imbecille da credere realmente che qualcuno complotti contro la Sua persona: troppe strane le coincidenze riferite da testimoni diversi in tempi e modi diversi; troppe vicende poco chiare e troppi giudici ficcanaso vi si sono interessati e continuano ad interessarsene; troppe, insomma, le inchieste e i “pettegolezzi” che La interessano. Se tutto fosse il prodotto di occulte macchinazioni, tante pagine di Storia della nostra Repubblica dell’ultimo decennio dovrebbero essere interamente riscritte, ed invece tante di queste rimangono indefinibili, ambigue, offensive della dignità ed dell’orgoglio del popolo italiano.
Semplicemente tutte senza risposte. Perché Lei, Signor Presidente, continua a non voler fornire risposte convincenti ad interrogativi legittimi dei cittadini che attendono soluzioni per il futuro del nostro Paese; perché tanta fretta per il “lodo Alfano”, perché tanta premura e perfino la richiesta del voto di fiducia in materia di intercettazioni e “sicurezza” (la sua e quella della casta), e non piuttosto provvedimenti atti a far fronte alla crisi economica e soprattutto sociale che sta attraversando il nostro Paese? E’ a queste domande che deve soprattutto dare risposte e non solo alle dieci che riguardano il “caso Noemi”, il suo “particulare”.

La pagina del Gruppo FB “Berlusconi rispondi” (oltre 115.000 persone)
Ne basterebbe una per tutte: Lei ritiene, signor Presidente, che l’Italia meriti un capo di governo come Lei? L’informazione di Stato, tranne poche eccezioni, finge ormai di non vedere, di non sentire, di non capire. I telegiornali della TV pubblica, per non parlare delle reti televisive di Sua proprietà, da un po’ di tempo, intimorite dai provvedimenti normativi che il Suo governo sta mettendo in atto, si limitano ad ignorare, semplicemente, quanto la stampa “sovversiva” mette invece in primo piano. Ma per pochi sovversivi in casa, in compenso tanti altri ce ne sono in Rete.
E c’è anche un’informazione non manipolata e non manipolabile, espressione di un forte bisogno di chiarezza e di certezze che prende forma in Rete. Siamo in tanti, su facebook e su altri social networks, a chiederLe di farsi da parte se proprio ritiene di non essere debitore di nessun chiarimento di fronte al popolo italiano.

La pagina del Gruppo FB “Berlusconi si dimetta” (oltre 175.000 persone)




















