Archive del 24 settembre 2010
La campagna acquisti del Cavaliere
La campagna acquisti avviata da Mister B., in vista dell’imminente prova di forza che l’attende per fine mese, sembra entusiasmare il primo cittadino della capitale, il quale, senza preoccuparsi di apparire sprezzante per la reputazione della casta, ostenta ottimismo sulla tenuta del premier grazie ai nuovi ingaggi di deputati appartenenti ad altri schieramenti politici. Che poi le nuove reclute possano essere dei poco di buono disposti a vendersi per un piatto di lenticchie, poco importa. L’importante è che il Caimano dia la prova di essere lui il più forte, lui l’asso di danari, lui il mastro cartaio capace di rimescolare a proprio piacimento il mazzo e pescare nel torbido. Non c’è tempesta che si abbatti sul PDL che tenga, non ci sono sondaggi che registrino il calo di gradimento che possano scalzarlo dalla poltrona cui pretende di restare abbarbicato in nome (ma non per conto) del popolo italiano che lì lo ha “voluto”.
Ci sarebbe, semmai, da chiedersi se c’è un “popolo sovrano” (sic!) nel Paese dei Depretis, del Gattopardo, del consociativismo, per dirla con Ilvio Diamanti che, in un editoriale de “La Repubblica” dell’altro ieri, ci porta ad un’acuta riflessione su l’”eterno ritorno del trasformismo” in Italia. In un’Italia dilaniata da beghe di potere nella maggioranza e da beghe di incomprensioni e divisioni nell’opposizione.
Divide et impera. E’ una pratica utilizzata da despoti navigati delle più raffinate tecniche di mantenimento del potere. Ed è una delle poche cose da “statista” navigato nel malaffare che il Caimano ha appreso con diligenza. E così, in questo disgraziato Paese “senza nocchiere in gran tempesta”, come reciterebbe Dante, da settimane si assiste al tentativo di formare un nuovo gruppo parlamentare, un “gruppo di responsabili” in contrapposizione agli “irresponsabili” capitanati da Fini, che entri nella maggioranza di governo.






















