Archivio di dicembre 2011

Decreto “salva-Italia”: quella dei banchieri?…

Non ci sarebbe bisogno di scomodare Keynes per dimostrare che solo una politica di riduzione delle tasse, e non viceversa, può innescare meccanismi virtuosi di incremento dei consumi delle famiglie e, di conseguenza, un aumento della spesa per investimenti nelle imprese, generando un meccanismo virtuoso di crescita e sviluppo.
Ma i “professori“, che il presidente Napolitano ci ha appioppati come salvatori della patria, evidentemente si sono formati in accademie dove va per la maggiore la “ragioneria pragmatica” . Scuola di pensiero? Illuminismo a lume di candela ed apparentamento con fondazioni di culto che hanno come santo patrono il Dio Danaro.

Il prof. Monti nei panni dello Sceriffo di Nottingham

Il prof. Monti nei panni dello Sceriffo di Nottingham

Eppure questi signori, il “governo dei professori”, spacciano per decreto salva-italia una manovra che agli occhi di tutti appare in tutta evidenza come una manovra recessiva, oltre che manifestamente iniqua.
Gioverebbe allora ricordare agli illustri cattedratici nelle cui mani è stato riposto il destino miserabile di questo nostro Paese che la storia ha ampiamente dimostrato – questa volta sì, scomodiamo Keynes – che le politiche di welfare diminuiscono la disoccupazione aumentando la produzione di un paese; verità consolidata dal fatto – concreto e non solamente teorico – che il reddito di un paese è dato dalla somma della domanda di beni di consumo espressa dalle famiglie alle imprese e dalla domanda di beni di investimento espressa dalle imprese per altre imprese. E se l’equazione del reddito può essere sintetizzato in una banalissima formula (Y = C + I) ciò risiede nel fatto che all’aumentare del salario (e non all’aumentare delle tasse, che strozzano le famiglie) aumentano i consumi. E non solo. E’ ampiamente dimostrato che, per quanto riguarda la tassazione, “paga” molto di più tassare gli individui con un alto reddito; non certo per problemi di ordine sociale o ideologico, quanto economico. E’ dimostrato infatti che tanto maggiore è il reddito tanto minore è la propensione al consumo in quanto si tende, per ovvie ragioni, a risparmiare maggiormente. Mentre, al contrario, diminuendo le tasse ai ceti meno abbienti, si ottiene maggiore propensione al consumo.
Ma chiudiamola qui. Questo blog non ha la presunzione di spiegare ai professori quello che invece dovrebbero essere loro ad insegnare, e, nella fattispecie, mettere in pratica.
Piuttosto, questo sì, i ha invece la presunzione di dimostrare che questo manipolo di impostori che chiamano decreto salva-italia una manovra recessiva, hanno pure la presunzione di prendere per i fondelli l’intero Paese.

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Italia dei Valori: il coraggio della chiarezza

Non si può non apprezzare, quale che sia la propria appartenenza politica, il “coraggio”  con cui Antonio Di Pietro ha messo a nudo le debolezze di un governo tecnico che avrebbe potuto, e dovuto, dare risposte alla crisi economica, e sociale, con determinazione e rigore, ma anche con l’ equità promessa, ed invece ha dovuto, e voluto,  cedere a pressioni e condizionamenti propri delle logore logiche lobbistiche e corporative della politica italiana.

di_pietro-il_coraggio_della_chiarezza

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Frequenze televisive: l’inciucio c’è, e si vede.

L’asta delle frequenze televisive assicurerebbe un introito, nelle casse dello Stato, di circa 4 miliardi di euro. Non male in questo periodo di magra per l’economia italiana il cui dissesto grava pesantemente sulle spalle dei più miserabili, i soliti noti, tra i contribuenti del Belpaese. Peccato che, però, questo potenziale tesoretto non è oggetto di attenzione del “governo dei professori”. Le frequenze televisive sembrano infatti essere un regalo all’ex premier Mister B. in cambio del sostegno del PDL al governo Monti.
Ma il sottosegretario all’economia del “governo dei professori”, Gianfranco Polillo, non la vorrebbe buttare in caciara, anche se l’inciucio c’è e si vede, alla luce di quanto c’è, e si vede, in una manovra da macelleria sociale che prende di mira senza ritegno i più poveri e disperati d’Italia, lavoratori dipendenti e pensionati.

Polillo-DiPietro-Ballaro

Chissà quante altre strenne natalizie scopriremo ancora essere state il prezzo pagato a Mister B. per la cessione dello scettro di primo ministro.

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La manovra dell’equità (tradita)

Cos’è cambiato  con la manovra del “governo dei professori” rispetto alle manovre da macelleria sociale del governo Berlusconi? Nulla se non che adesso è accompagnata da un  iprocrita vessillo di discontinuità che ha come portabandiera i  capipartito delle tre maggiori formazioni dei tre (sic!) poli (3, numero perfetto per mandare a rotoli il Paese). Tutti insieme appassionatamente, magari scortati dall’ombra lunga del Caimano che avrà barattato chissà cosa per cedere lo scettro a chi oggi ci propina una manovra da rapina del secolo ai danni dei soliti noti.

Manovra Equa Discountinuità

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