Frequenze televisive: l’inciucio c’è, e si vede.
L’asta delle frequenze televisive assicurerebbe un introito, nelle casse dello Stato, di circa 4 miliardi di euro. Non male in questo periodo di magra per l’economia italiana il cui dissesto grava pesantemente sulle spalle dei più miserabili, i soliti noti, tra i contribuenti del Belpaese. Peccato che, però, questo potenziale tesoretto non è oggetto di attenzione del “governo dei professori”. Le frequenze televisive sembrano infatti essere un regalo all’ex premier Mister B. in cambio del sostegno del PDL al governo Monti.
Ma il sottosegretario all’economia del “governo dei professori”, Gianfranco Polillo, non la vorrebbe buttare in caciara, anche se l’inciucio c’è e si vede, alla luce di quanto c’è, e si vede, in una manovra da macelleria sociale che prende di mira senza ritegno i più poveri e disperati d’Italia, lavoratori dipendenti e pensionati.
Chissà quante altre strenne natalizie scopriremo ancora essere state il prezzo pagato a Mister B. per la cessione dello scettro di primo ministro.






















