Archivio di gennaio 2012
Democrazia in Italia: il colpo di grazia
Dopo le batoste della manovra Monti, dopo l’ennesima beffa delle cricche leghiste legate a Berlusconi che hanno bocciato la richiesta di arresto di Cosentino ribaltando l’esito della giunta delle Autorizzazioni (componenti leghisti compresi) che aveva espresso parere favorevole, eccoci ora a , questa volta volta una nuova batosta, un colpo al cuore della democrazia e della sovranità del popolo.
“La Corte costituzionale, in data 12 gennaio 2012, ha dichiarato inammissibili le due richieste di referendum abrogativo riguardanti la legge 21 dicembre 2005, n. 270 (Modifiche alle norme per l’elezione della camera dei deputati e del senato della repubblica). La sentenza sarà depositata entro i termini previsti dalla legge”, si legge in un comunicato.

Eppure, se – da quanto si apprende – per i giudici costituzionali non ci sarebbero “aspetti di merito rilevanti” nei due quesiti di illegittimità proposti dal comitato elettorale per abrogare la legge elettorale, per gli stessi giudici la legge Calderoli però andrebbe comunque cambiata.
E da chi possiamo sperare che questa legge venga cambiata? Dal Parlamento dei Nominati barricati a difendere soltanto privilegi e prebende di Casta?
Il danno e la beffa. Sempre, e più beffardamente, attuali i versi del Canto VI del Purgatorio di Dante:
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Cresci-Italia: Miti e Fantasmi del Belpaese
Il 2012 esordisce così, già a partire dal 1 gennaio: rincaro del 5% per l’energia elettrica, del 4% per il gas; anno nuovo, batosta nuova – dopo la legnata “salva-Italia” – che colpisce ancora, soprattutto, l’Italia che lavora. E questo all’indomani della conferenza di fine anno del Prof. Monti, che ha voluto chiudere il siparietto del 2011 con l’avvio del secondo tempo della sua performance di primo ministro. Performance che ha, per soffiare una ventata di ottimismo sull’anno che sta per arrivare, melodrammaticamente battezzato fase “cresci-Italia”. Con quali proposte concrete non è dato sapere, ovvero nessun scolaretto del Bel Paese ha quozienti intellettivi tali da permettere di carpire le arcane intenzioni del Professore. Vero è che le organizzazioni sindacali, per nulla rassicurati dal poco convincente “stiamo studiando” del prof, paventano tensioni sociali come non si prospettavano da lustri in Italia.

E già, perchè c’è un problema-Italia che va ben oltre la crisi economica che imperversa in tutto il globo ed investe quindi anche il Bel Paese: questo problema si chiama incertezza, si chiama angoscia per il futuro delle generazioni più giovani e più esposte a questa incertezza, si chiama sensazione – più o meno consapevole – che a nulla potrebbero essere valsi i sacrifici, soprattutto dei ceti più beboli ed esposti alla crisi, se nemmeno il “governo dei professori” è capace di suggerirci un progetto chiaro che infonda ottimismo su una possibile rinascita del nostro Paese. Cosa impossibile d’altro canto (e non occorre aver conseguito la laurea alla Bocconi di Milano per capirlo) se non si parte da un disegno organico di coesione sociale che, prendendo le mosse da una più equa distribuzione dei sacrifici oggi necessari per uscire dal tunnel della crisi economico-finziaria, punti ad una più equa distribuzione della ricchezza e al riavvio di una “politica” del welfare che allontani i fantasmi del ritorno a tragiche contrapposizioni di classe.






















