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No-B Day: il Popolo della Rete in Piazza
Cinque Dicembre Duemilanove. Una data storica per la Rete. Un movimento “virtuale” nato sui Social Networks, facebook in particolare, che si concretizza in una manifestazione di Piazza in cui prende corpo una rivolta reale della società civile contro l’arroganza del potere e del berlusconismo che stanno mettendo in ginocchio la democrazia e lo stato di diritto in Italia.
La “CASTA” (di cui Capezzone, portavoce del burattinaio del “partito del libertinaggio”, ma anche Casini e Bersani, assenti a questa manifestazione e sprezzanti anche loro, sono garanti) PRENDA COSCIENZA: c’è un Paese reale che non tollera più l’arroganza del ducetto e della politica ad “usum delphini”.
Ora gli apparati della disinformazione (RAI e stampa di regime) giocano sui numeri: un milione, trecentomila, novantamila. Quanto contano questi numeri? Il Popolo della Rete a Roma è numeroso. E si vede dalle immagini di quante teste fanno capolino in Piazza San Giovanni, una delle più grandi piazze della capitale. Ma soprattutto, quello che più CONTA è che la SOCIETA’ CIVILE HA DATO PROVA DI SAPERE RENDERSI PROTAGONISTA nella difesa di valori che la casta dei berluschini, dei dalemiani, dei laico-clericali, non sembra più interessata a difendere.
Papi e l’evoluzione di specie

Domani pomeriggio l’incontro a Catanzaro Lido con Marco Lillo, Luigi De Magistris e loro “fans facebook” per la presentazione di un libro fuori dal comune. “Papi, uno scandalo politico” è il titolo dell’”instant book” edito di recente da Chiarelettere: 331 pagine fitte fitte di strabilianti testimonianze trascritte da un trio di indiscutibile talento giornalistico-letterario, Gomez-Lillo-Travaglio. Fresco di stampa, lo si può trovare da qualche giorno sugli scaffali di tutte le librerie alla modica cifra di 15 euro. Tema: le tragicomiche avventure amorose di Silvio Berlusconi; filo conduttore: la trasformazione del Cavaliere da caimano a mandrillo.
A mio avviso, se qualcosa, tuttavia, non emerge con evidente chiarezza nell’”instant book” è che non di “mutazione genetica” pura e semplice si tratta in questo caso, quanto piuttosto di “evoluzione di specie”. Nel cavaliere coesisterebbero, senza apparenti conflitti interiori, due istinti … pseudo-animaleschi: quella del caimano e quella di mandrillo, schekerati in una sorta di sintesi cromosomica sulla cui metamorfosi Charles Darwin – scienziato noto per le sue rivoluzionarie teorie evoluzioniste – non nutrirebbe dubbi: conditio “sine qua non” sarebbe l’“habitat” straordinariamente favorevole in cui il caimano-mandrillo vive e … vegeta (il velinismo imperante elevato a sistema da lui e da accoliti di discutibili inclinazioni come Agostino Saccà, nonchè corti di salariati dediti all’adulazione e pagati per disinformare, o magari semplicemente per “non informare”). E se non bastassero complicate ipotesi evoluzioniste per immergerci nell’animo del nostro eroe, ci sembra più semplice ed efficace la straordinaria lettura psico-sociologica che ci viene consegnata da Veronica Lario in una delle sue ultime dichiarazioni “Bisogna specchiarsi in questo Paese, vederlo per quello che è in realtà. Un Paese nel quale le madri offrono le figlie minorenni in cambio di un’illusoria notorietà. Un Paese in cui nessuno vuole più fare sacrifici perché tanto la fama, i soldi, la fortuna arrivano con la tv, col Grande Fratello. Che futuro si prepara per un Paese così?”
Lui ed il fedele Emilio …
da l’Espresso Multimedia on line (qui l’intera sequenza):
Villa Certosa mon amour
All’aeroporto di Olbia devono aver pensato che, senza nemmeno una bella ragazza, il premier si sarebbe rattristato: e così, lunedì 10 agosto, hanno mandato una graziosa hostess in minigonna ad accogliere il premier arrivato in Sardegna con l’aereo di Stato. Il Cavaliere – nella sua consueta tenuta blu-vacanziero – ha mostrato di gradire. Dopo la discesa del presidente del Consiglio il comitato d’accoglienza non si è però potuto sciogliere: sulla scaletta è infatti apparso a sorpresa Emilio Fede, in camicia chiara e occhiali scuri. Il premier aveva detto che a Villa Certosa quest’anno ci sarebbe stato posto solo per la famiglia, ma evidentemente alla fine non ha voluto privarsi dei soliti famigli. E la casa che doveva prendere all’Aquila? Quale Aquila?
[12 agosto 2009]

Per dirla col grande Totò (in “47 Morto che parla”): Ed io pago!
La Rete e gli incantesimi di Mister B.
Bloggers da una parte, Social Networks dall’altra, la Rete sta facendo la sua parte. Il Gruppo Facebook “Mobilitazione Nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi” sta registrando un incremento medio di circa mille iscritti al giorno. Ma il miracolo che gli “abitanti” della Rete ci aspettiamo, il passaggio da “mobilitazione virtuale” a “movimento reale” capace di imprimere una spinta importante al ricompattamento di un fronte di opposizione al regime che in maniera sempre più subdola si va instaurando in Italia, tarda a compiersi.
Anzi, al “disgusto” per la politica sta subentrando una sorta di pericolosa rassegnazione al peggio. Non c’è dubbio, Silvio ha le doti di un abile incantatore di serpenti (notoriamente sordi), provvisto com’è dell’indiscutibile capacità di ipnotizzare i suoi proseliti con “gesta” e segni di cui solo i sordi possono invaghirsi. Un incantatore con una marcia in più: il potere di far vedere ai ciechi solo ciò che lui, ed i ciechi insieme, vogliono vedere; nient’altro naturalmente, quali che siano gli scenari nei quali, nostro malgrado, siamo forzatamente proiettati.
Quelle risposte che attendiamo in tanti
Non siamo più in campagna elettorale (il PD, peraltro, continua a “buscarle” senza pietà e senza sconti per nessuno, quali che siano le strategie di approccio con l’elettorato); i giornali non hanno bisogno di mettere altra carne al fuoco (ce n’è già abbastanza da saziare anche i più “affamati” di gossip e quant’altro ricada nella sfera del pettegolezzo); al “Torquemada” d’Italia (La Repubblica) fa ora compagnia un nuovo inquisitore, il Corriere della Sera. E’ questo quotidiano milanese, in questi giorni, a far arrabbiare il nostro Primo Ministro per quanto riferisce circa le intercettazioni di alcuni imprenditori coinvolti in un’inchiesta della procura di Bari su appalti nel settore sanità concessi in cambio di mazzette. In queste intercettazioni si parlerebbe di soldi versati a ragazze per partecipare a feste nelle abitazioni romane e sarde di Silvio Berlusconi. Un racconto, questo, confermato al quotidiano milanese da Patrizia D’Addario, candidata alle Comunali di Bari con una lista collegata al Pdl, “Ho le prove di quello che dico” (vedi articoli su Repubblica e Corriere della Sera).
Un nuovo terremoto mediatico? Il premier continua a lamentare di essere vittima di un “chiaro progetto eversivo messo in atto da un gruppo editoriale schierato a sinistra e con la connivenza della sinistra”. Un colpo di stato, dunque?
Lui, 2 giugno, festa della Repubblica
E’ lui, non c’è dubbio: potrai riconoscerlo dall’espressione paraculesca del labbro e delle sopracciglia (che non hanno eguali tra i politici italiani tutti); dalla compostezza della seduta (ma chi se ne frega della Repubblica e di chi l’ha fondata?); dal saluto da tribuno della sua mano (destra).
Goditi lo slideshow (elaborato su immagini pubbicate su Repubblica) visualizzando l’intero articolo: oggi, 6 giugno 2009, possiamo ancora farlo (e parlarne).





















