Articoli marcati con tag ‘Lui-Berlusconi’
In God’s Name, go!
Mentre Roma continua a bruciare e nonostante sembri sempre più evidente che il sipario della tragica farsa del berlusconismo stia per calare portandosi giù quel che resta del seguito di ruffiani che insistono a lusingare l’arroganza di un dittatorello al tramonto, Silvio Nerone Berlusconi continua a strimpellare sulla sua arpa ormai scordata le solite note, sicuro delle sue doti di pifferaio magico al cui suono i frondisti, traditori, dovrebbero rifare marcia indietro e tornare all’ovile di Arcore.
“Per anni Berlusconi ha ingannato l’Italia – scriveva l’altro ieri Ezio Mauro in un editoriale di Repubblica – con una falsa rappresentazione della realtà. Ma oggi il quadro è cambiato perché la crisi espone il vuoto della sua politica davanti alla governance mondiale delle democrazie, dove valgono le regole e dove le anomalie non sono tollerate”.
“L’Italia – si legge ancora sul citato editoriale che riporta il pensiero di Cristine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale – ha un problema di credibilità: che investe il presidente del Consiglio in primo luogo, perché impersona le istituzioni di governo e una maggioranza che si sfarina, nella fuga dalla nave che affonda, quando soldi, ricatti e promesse non bastano più e la politica si vendica. Tutto è consumato. Il Premier ha un’unica strada per uscire di scena con dignità. Vada in Parlamento, ammetta di non avere la maggioranza, chieda aiuto all’opposizione per approvare il pacchetto di Risanamento europeo, annunciando un minuto prima che si dimetterà un minuto dopo il voto. Così si dimostrerà che l’Italia ha le energie e la responsabilità per salvarsi. E Berlusconi uscirà di scena, dopo tanti danni, con un gesto utile al Paese”.
C’è e ci fa il PRIMATTORE del TEATRINO di Montecitorio e Palazzo Madama
“Caro Silvio, ma lei ci fa o ci è?” …. “Lei è una nuova Alice nel paese delle meraviglie o è il più grosso bugiardo della storia?”

Di Pietro: Berlusconi c'è o ci fa?
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Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it
L’interrogativo di Di Pietro ha qualche richiamo di amletica memoria (essere o non essere), ma il problema è solo nostro, del nostro disgraziato Paese che tutto è meno che delle meraviglie.
Ebbene, come in “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello, il Primattore del Transatlantico di Montecitorio c’è e ci fa (insieme, rovinosamente), se è vero – com’è vero - che il Parlamento italiano, con Berlusconi, si è trasformato in un immondo teatrino in cui i deputati di maggioranza (ma, loro malgrado, anche i più della sedicente opposizione) sono squallide comparse che ascoltano distrattamente il loro Principe, assecondandolo in tutte le sue malversazioni e menzogne, pur di preservare le loro poltrone e i loro privilegi di casta. Un Principe, lui, che, mentre il Paese brucia, pensa solo a salvare la sua pellaccia.
Mister B.: illusionista o incantantore di serpenti?
Uno spregiudicato (o, meglio, pregiudicato) illusionista – come lo ha definito Antonio Di Pietro nella dichiarazione di voto dell’Italia dei Valori al voto di fiducia al governo -, o anche un “accorto” incantatore di serpenti?
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Vero è che il “successo” incassato da Mister B. sia alla Camera che al Senato sono il prodotto delle abilità di un navigato ccorruttore e taglieggiatore che può farsi forte della debolezza di un’opposizione rammollita e divisa (PD in primis) e di un numero imprecisabile di gregari, asserviti ai favori del Gran Maestro piuttosto che assoggettati alla volontà del “popolo sovrano” che li ha mandati in Parlamento.
La campagna acquisti del Cavaliere
La campagna acquisti avviata da Mister B., in vista dell’imminente prova di forza che l’attende per fine mese, sembra entusiasmare il primo cittadino della capitale, il quale, senza preoccuparsi di apparire sprezzante per la reputazione della casta, ostenta ottimismo sulla tenuta del premier grazie ai nuovi ingaggi di deputati appartenenti ad altri schieramenti politici. Che poi le nuove reclute possano essere dei poco di buono disposti a vendersi per un piatto di lenticchie, poco importa. L’importante è che il Caimano dia la prova di essere lui il più forte, lui l’asso di danari, lui il mastro cartaio capace di rimescolare a proprio piacimento il mazzo e pescare nel torbido. Non c’è tempesta che si abbatti sul PDL che tenga, non ci sono sondaggi che registrino il calo di gradimento che possano scalzarlo dalla poltrona cui pretende di restare abbarbicato in nome (ma non per conto) del popolo italiano che lì lo ha “voluto”.
Ci sarebbe, semmai, da chiedersi se c’è un “popolo sovrano” (sic!) nel Paese dei Depretis, del Gattopardo, del consociativismo, per dirla con Ilvio Diamanti che, in un editoriale de “La Repubblica” dell’altro ieri, ci porta ad un’acuta riflessione su l’”eterno ritorno del trasformismo” in Italia. In un’Italia dilaniata da beghe di potere nella maggioranza e da beghe di incomprensioni e divisioni nell’opposizione.
Divide et impera. E’ una pratica utilizzata da despoti navigati delle più raffinate tecniche di mantenimento del potere. Ed è una delle poche cose da “statista” navigato nel malaffare che il Caimano ha appreso con diligenza. E così, in questo disgraziato Paese “senza nocchiere in gran tempesta”, come reciterebbe Dante, da settimane si assiste al tentativo di formare un nuovo gruppo parlamentare, un “gruppo di responsabili” in contrapposizione agli “irresponsabili” capitanati da Fini, che entri nella maggioranza di governo.

No-B Day: il Popolo della Rete in Piazza
Cinque Dicembre Duemilanove. Una data storica per la Rete. Un movimento “virtuale” nato sui Social Networks, facebook in particolare, che si concretizza in una manifestazione di Piazza in cui prende corpo una rivolta reale della società civile contro l’arroganza del potere e del berlusconismo che stanno mettendo in ginocchio la democrazia e lo stato di diritto in Italia.
La “CASTA” (di cui Capezzone, portavoce del burattinaio del “partito del libertinaggio”, ma anche Casini e Bersani, assenti a questa manifestazione e sprezzanti anche loro, sono garanti) PRENDA COSCIENZA: c’è un Paese reale che non tollera più l’arroganza del ducetto e della politica ad “usum delphini”.
Ora gli apparati della disinformazione (RAI e stampa di regime) giocano sui numeri: un milione, trecentomila, novantamila. Quanto contano questi numeri? Il Popolo della Rete a Roma è numeroso. E si vede dalle immagini di quante teste fanno capolino in Piazza San Giovanni, una delle più grandi piazze della capitale. Ma soprattutto, quello che più CONTA è che la SOCIETA’ CIVILE HA DATO PROVA DI SAPERE RENDERSI PROTAGONISTA nella difesa di valori che la casta dei berluschini, dei dalemiani, dei laico-clericali, non sembra più interessata a difendere.
Papi e l’evoluzione di specie

Domani pomeriggio l’incontro a Catanzaro Lido con Marco Lillo, Luigi De Magistris e loro “fans facebook” per la presentazione di un libro fuori dal comune. “Papi, uno scandalo politico” è il titolo dell’”instant book” edito di recente da Chiarelettere: 331 pagine fitte fitte di strabilianti testimonianze trascritte da un trio di indiscutibile talento giornalistico-letterario, Gomez-Lillo-Travaglio. Fresco di stampa, lo si può trovare da qualche giorno sugli scaffali di tutte le librerie alla modica cifra di 15 euro. Tema: le tragicomiche avventure amorose di Silvio Berlusconi; filo conduttore: la trasformazione del Cavaliere da caimano a mandrillo.
A mio avviso, se qualcosa, tuttavia, non emerge con evidente chiarezza nell’”instant book” è che non di “mutazione genetica” pura e semplice si tratta in questo caso, quanto piuttosto di “evoluzione di specie”. Nel cavaliere coesisterebbero, senza apparenti conflitti interiori, due istinti … pseudo-animaleschi: quella del caimano e quella di mandrillo, schekerati in una sorta di sintesi cromosomica sulla cui metamorfosi Charles Darwin – scienziato noto per le sue rivoluzionarie teorie evoluzioniste – non nutrirebbe dubbi: conditio “sine qua non” sarebbe l’“habitat” straordinariamente favorevole in cui il caimano-mandrillo vive e … vegeta (il velinismo imperante elevato a sistema da lui e da accoliti di discutibili inclinazioni come Agostino Saccà, nonchè corti di salariati dediti all’adulazione e pagati per disinformare, o magari semplicemente per “non informare”). E se non bastassero complicate ipotesi evoluzioniste per immergerci nell’animo del nostro eroe, ci sembra più semplice ed efficace la straordinaria lettura psico-sociologica che ci viene consegnata da Veronica Lario in una delle sue ultime dichiarazioni “Bisogna specchiarsi in questo Paese, vederlo per quello che è in realtà. Un Paese nel quale le madri offrono le figlie minorenni in cambio di un’illusoria notorietà. Un Paese in cui nessuno vuole più fare sacrifici perché tanto la fama, i soldi, la fortuna arrivano con la tv, col Grande Fratello. Che futuro si prepara per un Paese così?”
La Rete e gli incantesimi di Mister B.
Bloggers da una parte, Social Networks dall’altra, la Rete sta facendo la sua parte. Il Gruppo Facebook “Mobilitazione Nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi” sta registrando un incremento medio di circa mille iscritti al giorno. Ma il miracolo che gli “abitanti” della Rete ci aspettiamo, il passaggio da “mobilitazione virtuale” a “movimento reale” capace di imprimere una spinta importante al ricompattamento di un fronte di opposizione al regime che in maniera sempre più subdola si va instaurando in Italia, tarda a compiersi.
Anzi, al “disgusto” per la politica sta subentrando una sorta di pericolosa rassegnazione al peggio. Non c’è dubbio, Silvio ha le doti di un abile incantatore di serpenti (notoriamente sordi), provvisto com’è dell’indiscutibile capacità di ipnotizzare i suoi proseliti con “gesta” e segni di cui solo i sordi possono invaghirsi. Un incantatore con una marcia in più: il potere di far vedere ai ciechi solo ciò che lui, ed i ciechi insieme, vogliono vedere; nient’altro naturalmente, quali che siano gli scenari nei quali, nostro malgrado, siamo forzatamente proiettati.
Quelle risposte che attendiamo in tanti
Non siamo più in campagna elettorale (il PD, peraltro, continua a “buscarle” senza pietà e senza sconti per nessuno, quali che siano le strategie di approccio con l’elettorato); i giornali non hanno bisogno di mettere altra carne al fuoco (ce n’è già abbastanza da saziare anche i più “affamati” di gossip e quant’altro ricada nella sfera del pettegolezzo); al “Torquemada” d’Italia (La Repubblica) fa ora compagnia un nuovo inquisitore, il Corriere della Sera. E’ questo quotidiano milanese, in questi giorni, a far arrabbiare il nostro Primo Ministro per quanto riferisce circa le intercettazioni di alcuni imprenditori coinvolti in un’inchiesta della procura di Bari su appalti nel settore sanità concessi in cambio di mazzette. In queste intercettazioni si parlerebbe di soldi versati a ragazze per partecipare a feste nelle abitazioni romane e sarde di Silvio Berlusconi. Un racconto, questo, confermato al quotidiano milanese da Patrizia D’Addario, candidata alle Comunali di Bari con una lista collegata al Pdl, “Ho le prove di quello che dico” (vedi articoli su Repubblica e Corriere della Sera).
Un nuovo terremoto mediatico? Il premier continua a lamentare di essere vittima di un “chiaro progetto eversivo messo in atto da un gruppo editoriale schierato a sinistra e con la connivenza della sinistra”. Un colpo di stato, dunque?
Lui, 2 giugno, festa della Repubblica
E’ lui, non c’è dubbio: potrai riconoscerlo dall’espressione paraculesca del labbro e delle sopracciglia (che non hanno eguali tra i politici italiani tutti); dalla compostezza della seduta (ma chi se ne frega della Repubblica e di chi l’ha fondata?); dal saluto da tribuno della sua mano (destra).
Goditi lo slideshow (elaborato su immagini pubbicate su Repubblica) visualizzando l’intero articolo: oggi, 6 giugno 2009, possiamo ancora farlo (e parlarne).






















