Articoli marcati con tag ‘Politica & Società’
De Magistris a Londra: No alla “legge-bavaglio”
Luigi De Magistris al Kings College di Londra il 2 Luglio per un incontro-dibattito sulla legge bavaglio sulle intercettazioni. La libertà di stampa e l’azione penale in Italia sono sempre più a rischio, e la casta sempre più protetta da impunità imposta per legge, che, com’è evidente, non è uguale per tutti, in barba ai principi fondamentali della nostra Costituzione.
La Rete e gli incantesimi di Mister B.
Bloggers da una parte, Social Networks dall’altra, la Rete sta facendo la sua parte. Il Gruppo Facebook “Mobilitazione Nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi” sta registrando un incremento medio di circa mille iscritti al giorno. Ma il miracolo che gli “abitanti” della Rete ci aspettiamo, il passaggio da “mobilitazione virtuale” a “movimento reale” capace di imprimere una spinta importante al ricompattamento di un fronte di opposizione al regime che in maniera sempre più subdola si va instaurando in Italia, tarda a compiersi.
Anzi, al “disgusto” per la politica sta subentrando una sorta di pericolosa rassegnazione al peggio. Non c’è dubbio, Silvio ha le doti di un abile incantatore di serpenti (notoriamente sordi), provvisto com’è dell’indiscutibile capacità di ipnotizzare i suoi proseliti con “gesta” e segni di cui solo i sordi possono invaghirsi. Un incantatore con una marcia in più: il potere di far vedere ai ciechi solo ciò che lui, ed i ciechi insieme, vogliono vedere; nient’altro naturalmente, quali che siano gli scenari nei quali, nostro malgrado, siamo forzatamente proiettati.
Quelle risposte che attendiamo in tanti
Non siamo più in campagna elettorale (il PD, peraltro, continua a “buscarle” senza pietà e senza sconti per nessuno, quali che siano le strategie di approccio con l’elettorato); i giornali non hanno bisogno di mettere altra carne al fuoco (ce n’è già abbastanza da saziare anche i più “affamati” di gossip e quant’altro ricada nella sfera del pettegolezzo); al “Torquemada” d’Italia (La Repubblica) fa ora compagnia un nuovo inquisitore, il Corriere della Sera. E’ questo quotidiano milanese, in questi giorni, a far arrabbiare il nostro Primo Ministro per quanto riferisce circa le intercettazioni di alcuni imprenditori coinvolti in un’inchiesta della procura di Bari su appalti nel settore sanità concessi in cambio di mazzette. In queste intercettazioni si parlerebbe di soldi versati a ragazze per partecipare a feste nelle abitazioni romane e sarde di Silvio Berlusconi. Un racconto, questo, confermato al quotidiano milanese da Patrizia D’Addario, candidata alle Comunali di Bari con una lista collegata al Pdl, “Ho le prove di quello che dico” (vedi articoli su Repubblica e Corriere della Sera).
Un nuovo terremoto mediatico? Il premier continua a lamentare di essere vittima di un “chiaro progetto eversivo messo in atto da un gruppo editoriale schierato a sinistra e con la connivenza della sinistra”. Un colpo di stato, dunque?
Lui, 2 giugno, festa della Repubblica
E’ lui, non c’è dubbio: potrai riconoscerlo dall’espressione paraculesca del labbro e delle sopracciglia (che non hanno eguali tra i politici italiani tutti); dalla compostezza della seduta (ma chi se ne frega della Repubblica e di chi l’ha fondata?); dal saluto da tribuno della sua mano (destra).
Goditi lo slideshow (elaborato su immagini pubbicate su Repubblica) visualizzando l’intero articolo: oggi, 6 giugno 2009, possiamo ancora farlo (e parlarne).

Ma io da che parte sto?
Sono tanti, inquietanti ed offensivi della nostra “intelligenza”, gli interrogativi senza risposta cui è sottoposta la nostra coscienza civile, morale, politica, da un po’ di tempo a questa parte. Gli avvenimenti dell’ultimo mese (il caso Noemi Letizia, il caso Mills) che hanno messo a nudo l’ambigua personalità del Primo Ministro della Repubblica Italiana, caparbiamente reticente non solo su fatti pseudo-privati ma anche su circostanze di chiara evidenza pubblica, non sono serviti a scuotere dal “torpore” nemmeno la più alta Carica dello Stato. E nemmeno la sfrontata aggressione contro la Magistratura, il provocatorio atto di vilipendio della democrazia di cui il Parlamento è espressione, la boria con cui si annunciano riforme dello Stato anche facendo tranquillamente a meno dell’opposizione, sono serviti a smuovere più di tanto il Presidente della Repubblica. A nulla è servito il pungolo di cui si è reso promotore Beppe Grillo nel suo blog, a nulla le migliaia di voci provenienti dalla Rete. E il PD, il partito “di maggioranza” dello schieramento di opposizione, cosa sta facendo di concreto, che non sia un timido invito a “chiarire i fatti”, lasciando da solo Di Pietro nella sue donchisciottesche battaglie per contrastare i rocamboleschi scandali di cui fa bella mostra il Primo Ministro?
Cinque domande da Grillo … parlante
Le Cinque domande di Beppe Grillo che non possono non essere condivise se tutti gli “abitanti” della RETE abbiamo a cuore la DEMOCRAZIA nel nostro PAESE:
Il Presidente della Repubblica rappresenta tutti gli italiani. E’ la più alta carica dello Stato. Chi la presiede è Giorgio Napolitano. Da cittadino desidero porgli cinque domande. Napolitano la prego di rispondere. La Repubblica Italiana è al collasso economico e politico. Lei è il garante della Repubblica. Se non se la sente di fornire delle spiegazioni per motivi a me sconosciuti si dimetta. Il suo gesto sarà apprezzato.
Brunetta su Facebook? Facciamocelo “amico”
Da non crederci. Il Ministro Brunetta, che si è candidato a passare alla storia per un provvedimento legislativo che ormai tutti conoscono come “decreto anti-fannulloni” (ne ha fatto una vera crociata), e che ha costellato il suo teorema di sempre nuove ipotesi a conferma della sua tesi che il dipendente pubblico è lo stereotipo dello scansafatiche, beh, anche lui è su Facebook. Sarà davvero lui, o qualcuno si è appropriato delle sue sembianze?
Le Cicale e il “caso Lario”
Può un blogger, che non disdegni l’impegno sociale, sottrarsi (“resistere” non è qui la parola più appropriata ) alla tentazione di unirsi al coro di imbarazzato disagio che sta accompagnando la vicenda Lario-Berlusconi? Sicuramente no, se è ancora lecito scandalizzarsi per qualcosa che si scontra con il comune senso del pudore, quando esso sia dovuto da chi avrebbe il dovere (non già morale, quanto civile) della compostezza per il solo fatto di rivestire una carica istituzionale della levatura del Presidente del Consiglio dei Ministri. Sarebbe un grave errore se i bloggers, così come qualsiasi altra fonte di informazione o di opinione, magari non sollecitati da “ideali” politici e/o etici, ignorassero o finanche trattassero questa vicenda alla stregua del “tutto fa brodo”.





















