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Democrazia in Italia: il colpo di grazia

Dopo le batoste della manovra Monti, dopo l’ennesima beffa delle cricche leghiste legate a Berlusconi che hanno bocciato la richiesta di arresto di Cosentino ribaltando l’esito della giunta delle Autorizzazioni (componenti leghisti compresi) che aveva espresso parere favorevole, eccoci ora a , questa volta volta una nuova batosta, un colpo al cuore della democrazia e della sovranità del popolo.
“La Corte costituzionale, in data 12 gennaio 2012, ha dichiarato inammissibili le due richieste di referendum abrogativo riguardanti la legge 21 dicembre 2005, n. 270 (Modifiche alle norme per l’elezione della camera dei deputati e del senato della repubblica). La sentenza sarà depositata entro i termini previsti dalla legge”, si legge in un comunicato.

Italia: oltraggio alla democrazia e sovranità popolare

Eppure, se – da quanto si apprende – per i giudici costituzionali non ci sarebbero “aspetti di merito rilevanti” nei due quesiti di illegittimità proposti dal comitato elettorale per abrogare la legge elettorale, per gli stessi giudici la legge Calderoli però andrebbe comunque cambiata.
E da chi possiamo sperare che questa legge venga cambiata? Dal Parlamento dei Nominati barricati a difendere soltanto privilegi e prebende di Casta?
Il danno e la beffa. Sempre, e più beffardamente,  attuali i versi del Canto VI del Purgatorio di Dante:

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!



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La campagna acquisti del Cavaliere

 

La campagna acquisti avviata da Mister B., in vista dell’imminente prova di forza che l’attende per fine mese, sembra entusiasmare il primo cittadino della capitale, il quale, senza preoccuparsi di apparire sprezzante per la reputazione della casta, ostenta ottimismo sulla tenuta del premier grazie ai nuovi ingaggi di deputati appartenenti ad altri schieramenti politici. Che poi le nuove reclute possano essere dei poco di buono disposti a vendersi per un piatto di lenticchie, poco importa. L’importante è che il Caimano dia la prova di essere lui il più forte, lui l’asso di danari, lui il mastro cartaio capace di rimescolare a proprio piacimento il mazzo e pescare nel torbido. Non c’è tempesta che si abbatti sul PDL che tenga, non ci sono sondaggi che registrino il calo di gradimento che possano scalzarlo dalla poltrona cui pretende di restare abbarbicato in nome (ma non per conto) del popolo italiano che lì lo ha “voluto”.
Ci sarebbe, semmai, da chiedersi se c’è un “popolo sovrano” (sic!) nel Paese dei Depretis, del Gattopardo, del consociativismo, per dirla con Ilvio Diamanti che, in un editoriale de “La Repubblica” dell’altro ieri, ci porta ad un’acuta riflessione su l’”eterno ritorno del trasformismo” in Italia. In un’Italia dilaniata da beghe di potere nella maggioranza e da beghe di incomprensioni e divisioni nell’opposizione.
Divide et impera. E’ una pratica utilizzata da despoti navigati delle più raffinate tecniche di mantenimento del potere. Ed è una delle poche cose da “statista” navigato nel malaffare che il Caimano ha appreso con diligenza. E così, in questo disgraziato Paese “senza nocchiere in gran tempesta”, come reciterebbe Dante, da settimane si assiste al tentativo di formare un nuovo gruppo parlamentare, un “gruppo di responsabili” in contrapposizione agli “irresponsabili” capitanati da Fini, che entri nella maggioranza di governo.

Berlusconi Mastro Cartaio

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Lui, 2 giugno, festa della Repubblica

 

E’ lui, non c’è dubbio: potrai riconoscerlo dall’espressione paraculesca del labbro e delle sopracciglia (che non hanno eguali tra i politici italiani tutti); dalla compostezza della seduta (ma chi se ne frega della Repubblica e di chi l’ha fondata?); dal saluto da tribuno della sua mano (destra).

Goditi lo slideshow (elaborato su immagini pubbicate su Repubblica) visualizzando l’intero articolo: oggi, 6 giugno 2009, possiamo ancora farlo (e parlarne).

sequenza_berlusconi_2_giugno1

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